martedì 11 febbraio 2014

Lunga vita al Re




Il critico letterario Jan Kott nel suo ‘Shakespeare nostro contemporaneo’ sostiene che per lo scrittore inglese “la storia è una grande Ruota e che i Re si susseguono, ma il loro destino è sempre lo stesso: da uomini saggi o generali retti nascono Re malvagi, tiranni, la rovina loro e del paese. Nei drammi storici la grande Ruota macina protagonisti, uno dietro l’altro”.


In Italia - pur non essendo una repubblica monarchia - ultimamente si parla spesso di Re Giorgio e delle sue delittuose avventure. E come spesso accade, il Re diviene il capro espiatorio delle magagne altrui.


Giorgio Napolitano rappresenta per una parte rilevante del nostro Parlamento un ostacolo al legale svolgimento della vita sociale e politica nostrana tanto da volerne richiedere l’impeachment, che rappresenta il più alto capo di accusa per la prima carica dello Stato, come conseguenza di alto tradimento della Patria e del Popolo italiano.


A questa fantasiosa richiesta si aggiungono i giudizi sprezzanti di un’altra parte politica che ritiene oltraggioso il comportamento di Re Giorgio nell'estate del 2011 - e cioè aver valutato alternative ad un esecutivo politico ormai sfiduciato all'interno del Paese e all'estero - quando un uragano finanziario stava per abbattersi sull'Italia.


Da parte del Presidente Napolitano non c’è mai stata alcuna violazione, forse solo qualche forzatura, ma soprattutto ci fu tanto senso dello Stato, quello che gli permise di salvaguardare il futuro del Paese di fronte alle speculazioni dei mercati finanziari.

Nessun ribaltone fu sancito, neppure un fantasioso colpo di Stato parlamentare, ma solo una 'sovrapposizione' temporanea dello stesso Napolitano su un Governo ormai privo di considerazione internazionale: per qualche mese fu l'unico interlocutore credibile con cui i maggiori leader mondiali discussero della crisi - Mario Draghi ne comprese le qualità necessarie per gestire la gravità della situazione - assicurando continuità e rispetto delle regole nei tempi.


Al di là delle diversità di gradimento all'interno del Parlamento nel primo settennato, come spiegare la sua rielezione? Stima e rispetto per il lavoro svolto? Incapacità dei principali partiti di trovare un sostituto all'altezza? La verità sta nel mezzo, ma sicuramente vi era la certezza di aver affidato nuovamente l'Italia nelle mani di una persona valida e capace di salvaguardare l'interesse pubblico, senza far prevalere interessi personali.


Come spiegare allora l'insistenza della campagna mediatica contro Re Giorgio? I grillini lo fanno, forse, per aver ricevuto scarsa considerazione nell’ultima legislatura dimenticando il loro atteggiamento volutamente oltranzista e di rifiuto nella costituzione di un Governo dopo lo stallo post elettorale; i reduci di Forza Italia lo fanno, sicuramente, per rancore nei confronti di chi non si è piegato di fronte alla “grazia” per Berlusconi.


L’Italia è il Paese della crisi che si accende e si spegne a piacimento, dove l'allargamento dello “spread” viene ritenuto un raggiro, dove si è disposti a sacrificare politici e tecnici al consenso elettorale, dove l’opposizione è distruzione e mai proposizione, dove la sinistra rappresenta l’incapacità della realizzazione delle idee e la destra riveste di interessi pubblici le concessioni private, dove la furbizia è un valore e soprattutto dove il tempo scorre più veloce che ovunque.

Quello che consente volutamente di rimuovere e seppelire il passato seppur recente: un lungo intervallo di tempo sbriciolato e macinato da una grande Ruota capace di trasformare i Re in tiranni.

3 commenti:

  1. Sarà!
    Ma io credo che se Napolitano non avesse avuto questi comportamenti il paese sarebbe precipitato nella "MERDA" da molto tempo.
    Ora fa comodo a tutti, specie al "cavalier pompetta" e al "venditore di fumo Grillo", sollevare il polverone; ma col tempo si capirà che tutti quelli che hanno governato sono i veri responsabili dello sfascio del paese, e che Napolitano ha cercato di tamponare il disastro.
    Forse non è stato molto corretto, ma ciò che ha fatto è costituzionale e lo rifarebbe ancora poiché è l' unico che ha a cuore le sorti del paese!

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    1. Concordo anche io.
      Secondo me è stato Napolitano a mandare a casa Berlusconi in un momento cruciale!

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