venerdì 11 ottobre 2013

Italia: politica, economia e mercati. Quanti controsensi.



Dopo la fiducia ottenuta dal Governo Letta era auspicabile una fase di transizione in vista delle scadenze future e della chiusura dell’anno, ma gli improvvisi accadimenti economici e politici hanno rimescolato nuovamente le carte.

Le presunte “intromissioni” del Presidente del Consiglio sulle questioni interne al PdL, le polemiche scaturite dopo la tragedia di Lampedusa in merito alle legge sull’immigrazione ed in ultimo il richiamo di Napolitano sulla necessità di modificare le norme per garantire un trattamento dei detenuti nel rispetto dei principi umanitari, hanno contribuito a creare grande fermento all’interno del Parlamento.

Il futuro del centro-destra è ancora molto incerto e non è detto che la sconfitta di Berlusconi possa avere conseguenze limitate.

Pertanto, è ancora difficile da prevedere quale connotazione possa avere l’azione governativa da qui in avanti e, ancor di più, se la parte moderata del PdL sia in grado di assumere posizioni meno rigide, anche in relazione a questioni sociali come le norme sull’immigrazione e la “questione carceraria”.

A ciò si aggiungono le non trascurabili divisioni all’interno della maggioranza di governo relative alla materia economica, alla quale anche dall’estero si guarda con sospetto.

I rischi legati alla situazione finanziaria di Alitalia, il taglio del rating di Telecom Italia, la necessità di una manovra che consenta al rapporto deficit/pil di rientrare sotto il 3% ed il possibile intervento sulle accise o sull’Imu sono argomenti delicati capaci di mettere in discussione persino la tenuta stessa del Governo e condizionare pericolosamente i giudizi delle Agenzie di rating.

In mezzo a tanta incertezza appare quasi irrazionale ciò che accade sui mercati finanziari: la borsa italiana e soprattutto il comparto bancario continuano a registrare le migliori performance relative e ciò pare ancora più ingiustificabile se si considera che in America lo stallo sul "debt ceiling” ha portato la maggior parte degli operatori a vendere titoli statunitensi cercando di limitare i rischi.

Il braccio di ferro tra repubblicani e democratici terminerà positivamente ma non è detto che per ottenere ciò si debba assistere ad uno shock che i mercati fanno fatica a prevedere ed a contenere.

In questa fase, quindi, la scelte di preferire l’Europa e le azioni dei Paesi periferici - e soprattutto l’Italia - appare motivato dalla sottoperformance di questi ultimi nei recenti anni, prima che un elemento esogeno dia una giustificazione a ciò che oggi appare inspiegabile.

venerdì 6 settembre 2013

L'Angelo invisibile è tornato



Poco più di un anno fa aveva catturato la mia attenzione la notizia relativa all’operato di un facoltoso anonimo imprenditore milanese, che veniva in soccorso di individui con problemi di denaro, che conducevano una vita disagiata ed impossibilitati a vivere 'decorosamente' le proprie giornate.
Aveva  aiutato un barbone che dormiva in macchina, che descrivendo la sua disavventura – un tumore, un fallimento, problemi di denaro – parlava della città in cui viveva come “dura e spietata” e che ti morde, ti stritola e poi ti butta via. Con la crisi che, ormai, si protrae da anni, succede sempre più spesso e purtroppo ovunque.
Il suo aiuto aveva interessato altra gente in difficoltà: chi non riusciva ad avere i soldi per acquistare un frigorifero, chi il denaro per mantenere e far studiare i propri figli, chi la disponibilità per un trapianto di midollo osseo per Mohamed, un bimbo di pochi anni. E probabilmente molti altri ancora.
Oggi, l’Angelo si è fatto nuovamente vivo in soccorso del piccolo Giorgio, giunto all’ospedale di Palermo con fratture agli arti ed il cranio fasciato dalle botte ricevute non da gente sconosciuta, ma dai suoi stessi genitori. L'ennesima triste avventura che evidenzia due modi diversi di 'amare'.
Chi non riesce a custodire e preservare quel tesoro che è la vita del proprio bimbo e chi quel tesoro creato negli anni di lavoro lo utilizza per arricchire il mondo di umanità e generosità.
Un anno fa spiegava i suoi gesti con semplicità, come un atto dovuto per chi come lui era ‘fortunato’ a possedere tanto denaro. Il suo impegno era un dono per molti e un insegnamento per i suoi figli. Diceva: “chi ha deve aiutare chi non ha. Il valore dei nostri gesti è direttamente proporzionale a quello di cui ci priviamo per aiutare gli altri. Il mio gesto, che non devo rinunciare a nulla, ha poco peso”.
Generalizzare e pensare che non esistano altri Angeli in giro è sbagliato, ma è forse utile sentire di tanto in tanto questa presenza vicina. E' un messaggio diretto ad una generazione disattenta, depauperata di valori, soprattutto pronta a voltare lo sguardo oltre e catalogare tutto come normale e scontato.

Le associazioni di volontariato hanno certamente 'visibilità' e questo, a volte, aiuta e responsabilizza parte di questo 'anello debole', ma spesso con una donazione o con un atto occasionale si trascura la mancanza di un impegno civile concreto, continuo e duraturo, che risiede nel modo di pensare e di agire in questo presente, di cui ogni individuo è personalmente responsabile.

giovedì 20 giugno 2013

Inquisizione digitale



Per un Movimento nato sulla rete non può esistere altro giudice che il "web" stesso. E' questo il principio su cui si basa il voto che ha sancito l'espulsione della ribelle 'penta-stellata' Gambaro dal M5S.

Il 'cyberg-processo' in questione nasce dalla volontà di mettere in evidenza una fantomatica superiorità della demagogica democrazia digitale sulla democrazia delegata tipica della politica italiana.

Non è importante conoscere il quorum o il numero di votanti dell'inquisizione digitale ma il perché dell'appiattimento del Movimento ad un codice etico imposto e mai completamente motivato.

Perché non tenere conto del dissenso,  delle critiche, del desiderio di dibattere e comunicare? Forse perché questa 'particolare' democrazia è più efficace se instillata a piccole dosi?

Questa però non è democrazia, ma una preoccupante distorsione.

La forza delle idee è forse superiore al contraddittorio ed al dialogo?

Questa invece è pura teoria, quella che non entusiasma gli italiani, soprattutto coloro i quali hanno riposto fiducia in un Movimento che ha 'scelto di non scegliere'. Più che democrazia sembra essere solo supponenza digitale.