giovedì 20 giugno 2013

Inquisizione digitale



Per un Movimento nato sulla rete non può esistere altro giudice che il "web" stesso. E' questo il principio su cui si basa il voto che ha sancito l'espulsione della ribelle 'penta-stellata' Gambaro dal M5S.

Il 'cyberg-processo' in questione nasce dalla volontà di mettere in evidenza una fantomatica superiorità della demagogica democrazia digitale sulla democrazia delegata tipica della politica italiana.

Non è importante conoscere il quorum o il numero di votanti dell'inquisizione digitale ma il perché dell'appiattimento del Movimento ad un codice etico imposto e mai completamente motivato.

Perché non tenere conto del dissenso,  delle critiche, del desiderio di dibattere e comunicare? Forse perché questa 'particolare' democrazia è più efficace se instillata a piccole dosi?

Questa però non è democrazia, ma una preoccupante distorsione.

La forza delle idee è forse superiore al contraddittorio ed al dialogo?

Questa invece è pura teoria, quella che non entusiasma gli italiani, soprattutto coloro i quali hanno riposto fiducia in un Movimento che ha 'scelto di non scegliere'. Più che democrazia sembra essere solo supponenza digitale.

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