martedì 17 giugno 2014

La dinastia dei "Super-Mario": dal videogioco a Balotelli



Nella nutrita dinastia dei "Super-Mario" attualmente tre figure maschili hanno più risalto di altre:

Il primo, cioè l'originale, è un personaggio dei videogiochi che da protagonista salva belle signorine, salta come un ginnasta raffinato, guida automobili di ogni tipo come fosse un esperto professionista con sgommate da urlo, è sempre sorridente ed ottiene premi in grande quantità. 

Il secondo è un calciatore viziato che percepisce uno stipendio da cinque milioni netti all'anno, lavora due ore al giorno con l'aggiunta di novanta minuti a settima di partita, litiga con tutti, si accompagna spesso a belle donne e quando segna un gol tutti osannano le sue doti fisiche e tecniche.

Il terzo è un banchiere di fama planetaria, con un conto corrente più che soddisfacente grazie ad importanti mansioni all'interno dei più influenti istituti finanziari mondiali, la sua opinione è apprezzata a 360 gradi e quando decide di comprare titoli obbligazionari di valore incerto il mondo intero ringrazia, venerandolo per il suo indiscusso acume.

Sono obiettivamente tre personaggi di successo che molti di noi - e soprattutto di ogni età - potrebbero sognare di voler diventare. Chi non desidererebbe avere soldi e donne a disposizione, divertirsi di continuo, giocare a pallone e comprare titoli le cui quotazioni sai che non potranno che salire?
Tuttavia, il ragazzotto di Brescia ha qualche lacuna relazionale, una carriera breve e poca voglia di sorridere: non proprio un modello da imitare.

Il Governatore, dopo essere diventato il Re Mida delle Banche Centrali, avrà ancora pochi anni a disposizione prima di iniziare una rovinosa - non in termini di capacità ma di beghe - carriera politica internazionale (lo stesso accadde ad un altro "Super-Mario" bocconiano che non seppe gestire i suoi "poteri" fino a cadere nel dimenticatoio): troppo stressante da intraprendere.

Rimane il "tutto-fare baffuto" che, grazie a nuovi scenari ed avventure, continuerà a "bucare" le tv di grandi e piccini per molto altro tempo ancora, a far sorridere gruppi di amici in cerca di divertimento e derapare come un forsennato in attesa di ricevere una medaglia con bacio dalla sua adorata Principessa Peach, senza il rischio di dover sottostare ai fastidiosi obiettivi dei paparazzi o dover attendere la consegna del 'tapiro d'oro'.

Non ho alcun dubbio: al diavolo calcio e denaro!

In tempo di borse in rialzo e di mondiali ecco sfatato un altro luogo comune. 

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