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martedì 31 marzo 2015

Mega-fono: amplificazioni quotidiane - 31 marzo 2015


Senza retorica e senza la volontà di giudicare. E’ "solo" la foto di una bimba siriana e della sua reazione di fronte ad una macchina fotografica, corredata di un potente teleobiettivo.

I bimbi sono soliti sorridere di fronte ai fotografi o fingere di nascondersi per gioco, ma quelle braccia alzate sono la resa di fronte ad un’arma che è reale nella sua mente più che nella sua quotidiana e tangibile fuga dalla guerra.

E’ un grido di allarme, è l’amaro specchio di un’infanzia spezzata che espande il proprio riflesso fino all’estremo.


Non è importante rintracciare tra vent’anni – come già accaduto in passato con altri soggetti fotografati in situazioni similari – l’evoluzione genetica  di quei pugni stretti, ma interrogarsi su quei due scuri diamanti tristi, privi di speranza.

Allontanare la paura dagli occhi dei bimbi dovrebbe essere un obbligo, non un’opzione.

martedì 10 febbraio 2015

Rassegna stampa (semiseria) - 2

A grande richiesta (!?) torna la rassegna stampa semiseria, quella sorridente ed ironica.

Tensione Usa-Russia sulla questione Ucraina: una volta c’era la guerra dei muscoli (la cosiddetta guerra fredda) ora quella economica: invece di accrescere l’armamento atomico, è più importante fiaccare l’avversario riducendone il lucro (su materie prime come gas e petrolio). Altro che effetti collaterali.

La Grecia è vicina al collasso ed il nuovo Governo di sinistra cerca un accordo con la Troika e l’Unione Europea. E’ probabile che la mediazione porti ad una soluzione condivisibile e cioè che i greci ripaghino in più tempo il debito....si, ma in dracme.

Dopo il Quirinale, il "Patto del Nazareno" è definitivamente sepolto. Nuove alleanze sul panorama politico italiano: Salvini cede al corteggiamento di Berlusconi (d’altronde San Valentino si avvicina), i transfughi di Scelta Civica si aggregano al PD (mica stupidi, dall’altra parte non c’è rimasto nessuno!), mentre il M5S è alla costante ricerca di qualcuno che voglia restituire al mittente lo stipendio da parlamentare.
Al via sperimentazione dei “quartieri a luci rosse” nella periferia romana: ormai tra estorsioni, usura e riciclaggio di Roma Capitale, la prostituzione è diventato il vanto capitolino.

Per la Corte dei Conti, dalla corruzione effetti devastanti sulla crescita. E sarà sempre peggio vista l'impasse della discussione sul falso in bilancio in Parlamento se porre o meno un tetto minimo all’illecito. Un falso è un falso sempre, al massimo bisogna correggere le pene, non omologare l’illegalità.
Al via il Festival di Sanremo: tra l’esibizione di Romina e Al Bano e le giovani leve fuoriuscite dai reality c’è un abisso, quello in cui cadrà l’audience per un evento ormai orfano delle pacchianate nostrane.
Oltre settemila cittadini italiani detengono un conto segreto in Svizzera. Gli interessati si difendono in coro: sono i soldi per comprare la cioccolata.  

giovedì 22 gennaio 2015

Ed alla fine Super Mario usò il bazooka

Sessanta miliardi di euro al mese da marzo 2015 fino a settembre 2016 è l’ammontare del “Quantitative Easing” – una sorta di immissione di “moneta istituzionale” sul mercato proveniente dalla compravendita di titoli pubblici o privati - lanciato oggi dalla Banca Centrale Europea.

L’obiettivo è quello di riportare l’inflazione al 2% (dal -0,2% di dicembre!) secondo il mandato assegnato alla Bce, anche se tra quelli più reconditi troviamo l’indebolimento della divisa (una sorta di svalutazione competitiva), la fiducia di consumatori e imprese, il controllo dei mercati e la ripresa dell’economia reale.

Se la cifra è superiore alle aspettative degli economisti (la somma comprende anche i vecchi programmi già lanciati) la parziale delusione è legata all’assenza di “condivisione totale del rischio”. La questione  “mutualizzazione” è una vittoria dei falchi tedeschi, visto che la Bce ha sancito che eventuali perdite legate ai titoli acquistati saranno di pertinenza delle Banche Centrali nazionali ad eccezione di una quota del 20% che verrà condiviso. Quali sono i titoli che verranno acquistati?

Verranno decisi in base alla partecipazione delle Banche nazionali nel capitale della Banca Centrale (Germania al 18%, Francia al 14% e Italia al 12%) e si tratterà di titoli di Stato e di debiti emessi da privati che abbiano un giudizio “investment grade” con scadenze tra 2 e 30 anni (escludendo i titoli semi-spazzatura e quindi niente titoli greci in prima battuta, ma forse derogabili in un secondo momento con una sorta di wild card!).

Esiste anche un limite ulteriore e cioè la Bce negli acquisti di titoli non potrà superare una quota pari al 33% del debito di ciascun emittente e il 25% di ciascuna emissione.

Il timing del QE all’europea è giustificato da un’economia che stenta a ripartire: i recenti cali del prezzo del greggio dovrebbero aiutare il processo di ripresa, ma la domanda è ancora debole ed il tasso di disoccupazione è ancora troppo elevato.

Rimane, apparentemente, scetticismo sul QE da parte dei tedeschi e degli addetti ai lavori. La Banca Centrale tedesca da una parte teme che l’operazione allenti il rigore e la pressione sul risanamento, dall’altra ritiene non corretto che una Banca Centrale si assuma il rischio anche per gli Stati meno virtuosi.

Tuttavia, il timore più grosso è insito nel QE stesso: potrebbe non portare i benefici registrati invece in America. Il rischio è che le imprese in Europa non si comportino come in Usa dove le aziende si finanziano presso le banche per circa il 27% del credito che ottengono (in Italia questa percentuale è oltre il 50% e le percentuali sono vicine al 90% tra le piccole e medie imprese) e per il restante tramite emissione di obbligazioni sui mercati.

Pertanto l’aiuto della Bce potrebbe essere meno prezioso di quello offerto dalla Fed americana. Il QE per funzionare pienamente in Europa dovrebbe essere accompagnato da un forte taglio delle tasse, improponibile di fronte ai vincoli europei al bilancio.

Non rimane che confidare nella svalutazione dell’euro e sperare che la parità con il dollaro avvenga prima possibile, per la gioia dei Paesi esportatori….in primis i tedeschi, apparentemente schizzinosi (nel gioco di ruoli di fronte alla propria nazione) al cospetto del bazooka di Draghi, ma estremamente interessati.  

venerdì 9 gennaio 2015

Charlie Hebdo: riflessioni spezzate!



Esprimere un giudizio su quanto sta accadendo in Francia in questi giorni non è semplice, forse meglio provare a fare un elenco di ciò che invece molti pensano (e in alcuni casi dicono) riguardo all’attacco terroristico e dare qualche "equilibrata" risposta.
-          La libertà di stampa e di giudizio deve essere riconosciuta, sempre à Senza il minimo dubbio: questo catastrofico evento consiglia, però, di non dover perdere i contatti con una realtà mutata dalla radicalizzazione estrema delle credenze religiose
-          Bisognerebbe ristabilire la pena di morte à Populismo e aberrante sfruttamento degli eventi per fini politici
-          Il Papa sbaglia a dialogare con l’Islam à Il confronto inter-religioso è un bene per cercare di smussare le diversità e avvicinare le posizioni opposte. Purtroppo, però il concetto di "infedeltà religiosa" non è del tutto compatibile con un fitto dialogo cattolico-islamico
-          I Governi aiutano la diffusione di cellule terroristiche à I Governi non le favoriscono direttamente, ma sono spesso incapaci ad individuare i pericoli e ad interpretare, seppur violando quotidianamente le più comuni norme di privacy, i segnali di allarme. Difficile pensare che i movimenti dei cosiddetti “foreign fighters” non vengano monitorati nei loro passaggi da Oriente ad Occidente e viceversa
-          Dietro gli attacchi c’è l’ombra di apparati esterni e di favoreggiamenti à Sembra più trattarsi di episodi isolati, seppur militarmente avanzati per azione d’attacco e di difesa, e la mancanza di gesti contemporanei  e rivendicazioni ad ampio raggio potrebbe limitare la portata dell'organizzazione, comunque radicata geograficamente in Francia
-          Difficile prevedere un attacco del genere à in Francia i giornalisti e gli scrittori sono bersaglio da anni e, seppur imprevedibile qualsiasi azioni isolata, i servizi di polizia e di intelligence hanno mostrato ampie lacune nelle modalità di intervento e di prevenzione, soprattutto considerando che i due attentatori erano nella “wanted list” internazionale.
-          Sarebbe auspicabile una netta presa di posizione del mondo musulmano à Vero ed è quello che sta accadendo soprattutto tramite i media (social network su tutti: #NotInMyName) e tra i giovani nei confronti di un integralismo che infanga una cultura sociale e religiosa vastissima. Rimane, però, non trascurabile quello che molti jihadisti pensano e cioè che non c’è peggior infedele di un credente moderato. 
Ad ogni riflessione o domanda, mille risposte. Ciascuno di noi possiede la propria.

martedì 23 dicembre 2014

Metamorfosi


Arrivano gli ultimi giorni di dicembre e come di consueto si procede con il classico bilancio annuale.
E’ una pratica di uso comune, una sorta di analisi degli eventi principali che hanno condizionato i nostri comportamenti, oltre a rappresentare la base da cui ripartire per il futuro.
Il 2014 è stato un anno sulla falsariga di quelli recenti: una crisi economica che continua ad avere effetti negativi sui redditi di molte famiglie, ma soprattutto un degrado sociale evidente: cresce il risentimento, il disagio, l’impoverimento culturale e fanno breccia le demagogiche prese di posizione. Questo accade in Italia come nel resto del mondo.
I modelli sono ormai in disuso e la famiglia - soprattutto in senso esteso - è sempre più disomogenea, in conseguenza di egoismi diffusi.
Difficile trovare uno scatto, una reazione dal torpore quotidiano. Difficile accettare l’ingordigia dei potenti nell’accaparrare denaro a discapito degli altri. Difficile credere in chi si offre come alternativa senza un reale cambio di passo.
Lo status quo non è accettabile e gli argini vacillano. Non quelli dei fiumi che in Italia straripano senza controllo, fotografando un Paese corrotto e violato geologicamente e socialmente dai personalismi, ma quelli della umana sopportazione.
La disobbedienza è un coerente atto di protesta, l’eversione è una pericolosa degenerazione, ma è soprattutto l’immobilismo la peggiore delle soluzioni.
Demagogia? Forse. Per di più, le feste sono ormai alle porte  e poco tempo si ha per pensare a come arginare la caduta di questo immenso meteorite. Meglio attendere ancora un po’ prima di pensare di poter fare qualcosa, nella speranza che esso cambi improvvisamente direzione e prima che il pericolo diventi realmente concreto.
D’altronde non sono Dio per evitare la collisione di un meteorite con la Terra, ma solo uno dei tanti spettatori paganti di questa pirandelliana, inautentica e non convenzionale metamorfosi teatrale.    

mercoledì 10 dicembre 2014

Due splendidi soli (poesia)



Due mani
si sfiorano
Dieci dita
si intrecciano
Un'unica stretta

Le pagine
si ricoprono
di mille colori
Il tempo
cambia
smussa
e arricchisce

Due splendidi soli

Il grigio
degli anni
allieta
e modella
La malattia
spaventa
Unisce

Una mano
si allenta
mentre il volo
è radente

Un soffio
Immutato
ed eterno
Sentimento
longevo

Tutt'uno

venerdì 14 novembre 2014

Degrado o rivoluzione sociale?

Con il passare del tempo i sentimenti, le emozioni e gli istinti si trasformano e subentra la personalizzazione razionale con cui si analizzano le risposte del nostro corpo e della nostra mente agli accadimenti quotidiani, fino a diventare, però, spirito di conservazione.
In più esiste la possibilità che questo status degeneri al cospetto delle provocazioni e delle incomprensioni, quando anche le linee di principio (la tolleranza, l’altruismo e la disponibilità), basilari per tenere in equilibrio i rapporti nella società attuale, iniziano a vacillare.
In questo intreccio scivolano via le  incongruenze di tutti i gironi, in una fase controversa e intricata dove la crisi economica assoluta, la mancanza di riferimenti ideologici, la disaffezione politica e soprattutto la mancanza di benessere e lavoro stanno esacerbando gli animi.
Non c’è più tempo per attendere i cambiamenti che un Paese “vecchio” come l'Italia necessita, per sperare in un posto di lavoro che non c’è e difficilmente arriverà, per piegarsi ai diktat delle Autorità sovranazionali, per prepararsi ad altri sacrifici e per accettare l’invasione del territorio. Si, perché in molti vedono proprio la presenza degli immigrati nel nostro Paese come una minaccia per il lavoro e per la sicurezza, un po’ sulla falsariga dell’occupazione meridionale del nord negli anni del benessere economico di oltre trenta anni fa.
A Roma la risposta ad un centro di accoglienza per giovani orfani rifugiati è stata eclatante e rappresenta la fotografia di un Paese non più disponibile al dialogo ed all’accoglienza.
A Milano, dove vivo da oltre vent’anni, osservando i cambiamenti di questa metropoli multietnica noto mutazioni e distorsioni, anche se molto meno alienanti. I dormitori sono stracolmi, le code ai centri alimentari di beneficenza sono lunghissime, le case occupate continuano ad aumentare costantemente ed è palpabile lo scetticismo e la nostalgia.
In questo quadro crescono i timori di un’esplosione sociale: le manifestazioni di questi giorni innalzano la soglia di attenzione e gli scontri, i feriti e le diverse fazioni iniziano ad assumere posizioni estreme. La tensione sale e tutti sembrano aver ragione, anche se qualcuno dovrà avere pur torto in mezzo a questo prolungato diverbio sociale.
Il "distorto" spirito di conservazione sta prendendo il sopravvento e c’è chi lo cavalcherà per utilitaristici benefici di consenso. In preda alle “umoralità” l’Italia sta continuando a perdere terreno rispetto al resto dell’Occidente in termini culturali ed economici, ampliando un divario già decisamente ampio.
La deriva fobica, antipasto della repressione delle idee, è dietro l’angolo ed il disgusto ed il disprezzo sono un pericolo devastante sulla via dell’autodistruzione sociale. La libertà di espressione ed il dissenso sono dimostrazioni di democrazia, la violenza un po’ meno.